Pomodori verdi fritti

In questa puntata: il trip culinario, Ollie “el desaparecido”, la nera più stonata del Regno Unito, la manifestazione irachena e i vip più squallidi di Londra.

IL TRIP CULINARIO

Ci è partito il trip culinario. Stavamo mangiando tramezzi al tonno del Tesco di quartiere, quando all’improvviso ci siamo ritrovate a friggere qualsiasi cosa ci capitasse sotto mano in una specie di delirio italo-turco. Ci siamo imbarcate prima in una torta al cioccolato e poi, dopo che avevo manifestato un desiderio al limite dell’ossessione, nella produzione della nostra prima caponata. Neanche troppo difficile, penserete voi. Provate a fare entrambe le cose senza una bilancia, con pentole e padelle in scala gnomo, con una generale mancanza di attrezzi e con le ottime verdure britanniche che fondamentalmente sembrano di plastica. Nasce così lo stile culinario “a cazzo di cane”, creato in queste circostanze da Giulia&Anna, chef amatoriali. Ecco alcune dritte per cucinare al meglio “a cazzo di cane”:

– se Sonia Peronaci di Giallozafferano vi dice di “mondare” le melanzane facendole spurgare da uno scolapasta con sopra un barattolo di fagioli usato come peso, prendete un pentolino senza buchi e accontentatevi di un bollitore come pressa. Scolate ogni tanto il pentolino per evitare che le melanzane si lessino nel loro sughino di spurgo

– Sonia Peronaci dice sale grosso? Voi usate quello fino

– Se la cipolla crea problemi ai condotti lacrimali, indossate dei wayfarer e sarete cuochi stilosi

– Il setaccio non serve, una buona grattata di cucchiaio andrà benissimo

– Se sul fondo del vostro forno sfrigola dell’unto non meglio identificato, lasciate che sfrigoli. Insaporirà la vostra torta

– Non tenete MAI il tempo di cottura

– Fate tutto un po’ a cazzo di cane

OLLIE, “EL DESAPARECIDO”

Ollie, il coinquilino che se n’era andato a Cuba, aveva detto che sarebbe tornato il 20. Qualche giorno fa gli ho mandato un messaggio per sapere a che ora sarebbe arrivato esattamente, giusto per evitare sorprese spiacevoli. Non mi ha risposto. Il 20 gliel’ho richiesto. Non mi ha risposto. Cominciavamo a temere il peggio (rapito, morto, venduto, privato degli organi per il mercato nero, Guantanamo), soprattutto quando il giorno del presunto ritorno, nessun Ollie ha varcato la soglia di casa. Alla fine si era incasinato con le date e i fusi orari e un travestito gli aveva rubato il telefono, ma sta bene ed é tornato con solo un giorno di ritardo. Meglio tardi che mai, Ollie. Meglio tardi che mai.

LA NERA PIU’ STONATA DEL REGNO UNITO

Ieri ho conosciuto i nuovi collaboratori di Zaboura (ah mi ero dimenticata: non sono solo diventata una nonna papera invasata di torte, sto lavorando nello stesso posto dell’anno scorso). Uno non ho ancora capito come si chiama ma ha un accento russo e non capisco quando parla. In compenso continua a offrirmi delle mandorle chiedendomi se mi piacciono i pistacchi (?). L’altra, Juliet, e’ adorabile e soprattutto comprendo le cose che mi dice, ma tiene la radio accesa tutto il giorno e CANTA. Ora, non so voi, ma io quando penso a una signora di colore che canta mi vengono in mente cori gospel, Diana Ross e Aretha Franklin. Juliet invece è la nera più stonata del Regno Unito e l’unico legame che ha con Diana Ross è lo stupro di Stop in the name of love con cui mi ha deliziato ieri pomeriggio (dopo varie cover di Bob Marley il quale probabilmente ha cominciato a stracciarsi i dread nella tomba).

LA MANIFESTAZIONE IRACHENA

Lascio l’Anna sola un attimo e me la ritrovo attivista irachena in manifestazione

I VIP PIU’ SQUALLIDI DI LONDRA

Finora abbiamo incontrato solo i vip più squallidi di Londra (la mia serie di vip squallidi era già cominciata a Pantelleria con l’ex batterista dei Pooh, idolo degli operai dell’aeroporto). La settimana scorsa abbiamo visto Florence di Florence and the Machine che faceva la gnorri alla Rough Trade, abbiamo cercato di entrare in modalita’ vip per decidere cosa fare (salutino? fotina? autografino?), ma non fregandocene un cazzo di Florence and the Machine ci siamo girate e siamo andate via. Ieri invece ho incontrato Bill Nighy sotto il mio ufficio. Alcuni potrebbero definirlo un vip squallido, ma quelle persone non si ricordano questa scena, o questa. E poi era veramente elegantissimo. Comunque lui l’ho salutato, mi sembrava necessario creare una certa gerarchia dopo aver lasciato Florence incagata a spulciarsi i suoi dischetti.

Stasera andiamo a vedere uno show di drag queen e per com’è andata in questi primi giorni finiremo a far festa con loro. Vi tengo informati

Giulia

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