London, Ontario

Un anno dopo, torno a Londra a raccontare, imperterrita, cose di cui non frega niente a nessuno.

Sono stati quattro giorni piuttosto intensi, quindi dividerò in capitoli:

IL VIAGGIO

Che ryanair facesse cagare lo sapevamo anche prima di prendere quest’ultimo volo. Tuttavia la tratta ci è risultata particolarmente molesta. Mi riferisco al fatto che il nostro aereo fosse inspiegabilmente convertito ad asilo nido volante e il livello dei decibel fosse nettamente superiore al grado di sopportazione umana (o se non altro al mio grado di sopportazione, che ad essere sinceri non è elevatissimo). Cambi di pannolini ad alta quota, gattonate verso l’uscita di emergenza, minestrine riscaldate dall’odore molto simile a quello dei pannolini e una lunga serie di altri fattori che hanno fatto venire voglia a me e alla mia compagna di viaggio di:

– strapparci le ovaie e buttarle nel rudo

– costringere alla vasectomia i relativi partner

– paracadutarci sulla Manica al più presto

Almeno l’Anna dormiva. Io no, perché di fianco a me avevo due giovani in pre accoppiamento affetti da logorrea che hanno parlato per due ore filate toccando gli argomenti più svariati, dalle abitudini dei loro animali domestici ai viaggi nello spazio (è inutile che cerchi di renderti interessante dicendo che vorresti andare sulla luna se sei seduto su volo ryanair che hai pagato 30 euro con le ginocchia in bocca). Lui fingeva di essere colpito dalle massime di lei sulla fotografia digitale mentre in realtà cercava di immaginarsela nuda, passatempo a cui mi sono dedicata anch’io perché era vestita di merda.

LA CASA

Vi ricordate il cessone in cui vivevo l’anno scorso? Stavolta ho optato per l’igiene e le porte dei bagni senza buchi. Sicuramente è  meno pittoresco, ma vi assicuro che camminare scalza per casa e fare la doccia senza la leptospirosi in agguato è molto più appagante. Sapete cos’altro è appagante? Il parquet.

IL COINQUILINO

Dovremmo avere un coinquilino che però è a Cuba per dieci giorni. Quindi è già un ottimo coinquilino. Per di più sembra avere un ottimo gusto estetico e un livello di pulizia inusuale per un inglese di sesso maschile di ventiquattro anni.

IL SALSICCINO

Costretta a rimangiarmi quello che ho appena detto sulla pulizia da questo reperto abbandonato in frigorifero, insieme a una passata di pomodoro con dei licheni galleggianti e un parmigiano reggiano di dubbia provenienza:

Si apre il toto-salsiccino: cosa sarà mai? Diteci la vostra

PERCHE’ I NEW ORDER SONO DEI FALLITI

Le varie serate non sto a raccontarle perché sono divertenti solo per chi ha presenziato. Però a una in particolare devo dedicare un paragrafetto. Siamo andate al concerto di chiusura delle olimpiadi (New Order, Specials e Blur ad Hyde Park) e pur essendoci svenate per il biglietto possiamo dire che ne è completamente valsa la pena. Davvero. Davvero davvero. Solo una cosa non ci è proprio andata giù: la performance dei New Order. A parte averci procurato un attacco di agorafobia nonché un vago sentore di depressione, mi sento in pace con la coscienza nell’affermare che i New Order sono dei falliti per i seguenti motivi:

– La presenza di Bernard Sumner è superflua in quanto muoveva la bocca ma non fuoriuscivano suoni

– Bernard Sumner indossava la maglietta dei New Order

– Bernard Sumner balla di merda

– Non si può dire che gli altri avessero un carisma superiore a quello di Bernard Sumner

– Sono vecchi e grassi e suonano male

– Su Love will tear us apart proiettavano delle foto dei Joy Division scaricate da Google immagini

– Mentre suonavano c’era la fila al banchetto delle magliette dei blur

GIULIA E ANNA CHEF AMATORIALI

Ieri abbiamo inaugurato la casa con la prima home-made cena. Ci riteniamo soddisfatte e i nostri ospiti anche, visto che hanno schivato la salmonella. Li abbiamo stroncati a colpi di muffin salati e la serata si è conclusa in sleepover. Un memo per la prossima cena: mettere i piatti a mollo o la mattina dopo puzzeranno di vomito.

 

Comunque dopo questa cena inaugurale ci sentiamo ufficialmente le padrone di casa e abbiamo deciso di far cambiare le serrature prima che torni Ollie, il coinquilino. Mi dispiace Ollie, non dovevi andare a Cuba.

Stralci di conversazioni da chef amatoriali:

– Anna dammi l’ora esatta che tengo il tempo della cottura

– Sono le dieci e qualcosa

– Ok, tra un po’ li togliamo

 

Per ora ce la passiamo bene. A presto con altre notizie inutili dall’interno

Giulia

 

 

 

2 pensieri su “London, Ontario

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...