Memorie di una pendolare – Intro

Non sono una donna di parola. Avevo promesso che questo blog non sarebbe morto e invece eccolo qui, ormai putrescente, in totale abbandono da tre mesi.

Ma siccome sono the queen of paraculi, ho già la scusa pronta. Stavo infatti arrovellandomi su come poter dare a “my little undergound” una svolta NON AUTOBIOGRAFICA. “Giulia” mi sono detta “credi davvero che freghi a qualcuno conoscere i dettagli microcosmici della tua vita priva di eventi?” No, giustamente. La mia vita non è interessante. E’ l’esatto opposto di interessante. E’ come lo stracchino o le penne col sugo rosso. Ma come potevo fare a offrire ai miei lettori (tutti e 5) un piatto più elaborato? Non so, una lingua di bue salmistrata alla banana? Dopo vari deliri di onnipotenza (recensioni! storie brevi! discussioni sui massimi sistemi!) ho capito che la lingua di bue salmistrata alla banana non  ho voglia di cucinarla e quindi, tenetevi forte, dovrete beccarvi un’altra sana dose di cazzatelle made in Pilotti. Almeno per ora.

Nasce così “memorie di una pendolare”, un blog nel blog, in cui raccoglierò con dovizia di particolari tutti gli aneddoti più divertenti e ai limiti della credibilità della vita di una commuter universitaria.

L’autoreferenzialità vince sempre.

Giulia

2 pensieri su “Memorie di una pendolare – Intro

  1. io non riesco ancora a riderci sopra. nella piramide del benessere sotto al pendolare ci sono solo quei poveri clandestini che campeggiano di fianco alla ferrovia prima di rogoredo

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